maggio 22, 2007

con le pinne, fucile ed occhiali

quando il mare è una tavola blu...
sotto il cielo di mille colori
ci tuffiamo con la testa all'ingiù..
mentre tutta la gente è assopita
sulla spiaggia bruciata dal sol
ci scambiamo nell'acqua salata
un dolcissimo bacio d'amor...

Che bella canzoncina, amici miei adoratissimi.
Proprio quelle canzoncine che ti fanno pensare al mare, all'odore insistente delle creme solari
ai costumini a slip dei quarantenni
e al loro cappottino di peli sulla schiena
ai culi unti delle signore
e ai bambini che girano nudi pisciando qua e là.

Noterete una nota di ironia nelle mie parole.
Non è strano, trattandosi di me, penserete.
Infatti no.
Solo che stavolta non è il solito post insofferente di una persona insofferente.
Questo è il post di una vittima delle avverse condizioni climatiche che impediscono,
con una certa cattiveria, direi
il regolare svolgimento delle vacanze estive marittime.

Sto quindi preperandomi a trovare un sacco di ragioni per cui non andare in spiaggia (vedi sopra).
Pur di non ammettere che non è che io non voglia.
IO NON POSSO.
Voi non ci crederete ma l'estate scorsa, data la mia imbarazzante bianchezza,
mi sono fiondata sulla spiaggia.
Proprio lì, coi soliti culi, i peli, i bambini e gli ombrelloni.
Non ho sbagliato posto.
Era davvero la spiaggia.
solo che appena finivo di sistemarmi, spalmarmi la crema, direzionarmi precisamente sotto i peggiori raggi solari...
ECCOLA.
LA NUBE:un' enorme, grigissima, spaventosa colonia di anidride carbonica e pioggia.

Tutti prontamente sbaraccano e vanno via.
Io in coda alla fila, corro corro corro fortissimo, e me ne vado.
Dopo cinque maledetti giorni così.torno a casa.dove fa un caldo animale.
La scorsa domenica c'ho riprovato, andavo sul sicuro io.
tanto fa caldissimo, no?
NO.
TIRAVA UN VENTO CHE AL CONFRONTO LA BORA E' UN PETO.

MIO FRATELLO MI HA ASSICURATO CHE AD AGOSTO PIOVERA'.
FARO' LE VACANZE A CHAMONIX.




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