marzo 22, 2006

feste di laurea strafighe

Cari pochi lettori di cenza,
qualche settimana fa Uno dei miei coinquilini mi informa della festa di laurea di una tipa strafiga, bella bella bella bella, più bella che...vabbè lasciamo stare, ricca da farmi vergognare di vivere nella media delle persone che non sono povere, sempre con qualche accessorio addosso o monile che tu non puoi nemmeno avvicinarti.
Insomma una di quelle che ha sempre una storia straordinaria per le mani, con qualche uomo straordinario e degli amici-tantissimi-a cui raccontare le sue vicende quotidiane (mica come me...), una che certamente da bambina aveva le barbie da collezione, la casa di skipper con la cucina il salottino e la piscina, il passeggino di cicciobello, baby mia, i completini originali di "non è la rai".
Una che, ci metto tutti gli arti sul fuoco, faceva la protagonista nelle recite della scuola media e il padre stava sotto con il grandangolo a scattare foto su foto facendo segno agli altri ragazzini di sfanculare da qualche altra parte.
Perdonatemi se ricorro sempre a queste immagini scolastiche, ma è lì che si gioca tutto.
Comunque, vi siete fatti un'idea?
Avevo l'occasione, io, di andare alla festa più strafiga della storia delle feste a cui sono andata nella mia vita.
Soprattutto perchè fino a quel momento le feste di laurea dei miei amici si sono svolte tutte nello scantinato di un palazzo occupato. E si cantava pure vittoria.
In ogni caso, non ci penso due volte, ma nemmeno mezza e dico subito :"certo che vengo, quando cazzo mai mi ricapita di scroccare gli alcolici e la roba da mangiare a sbafo?".
La mia euforia raggiunge proprio l'apice tanto è vero che lo dico anche a due tre amiche.
Ci gasiamo manco dopo il primo bacio con la lingua.
E andiamo.
Cari miei... lei sarà pure strafiga, ma davanti a cotanta tristezza e vergogna del genere umano pure mariangela fantozzi ci poteva fare una dignitosa figura.
Forse i miliardi di amici erano tutti a casa con lo scagazzo perchè su 25persone 20 erano infiltrati, cioè noi.
Il fichissimo locale da urlo è un doppio ambiente troppo ambiguo a cui si accede da un cortile privato, il che lascia presumere che chissà che genere di gente ci bazzica di solito.
Al secondo drinkettino leggerino erano tutti (tutti è esagerato...quei 5 di prima) ingestibili e molesti e biascicavano parole inutili.
Non c'era un cazzo da mangiare a parte delle patatine che vendeva il minimarket sotto casa mia nel 1988.Due dei cinque campioni ci provavano a turno con la povera festeggiata sfoggiando frasi da bacio perugina.
Ma il personaggio più triste, quello che avrebbe potuto fare la stessa identica operazione pure nel soggiorno di casa sua, con maggiore godimento per sè e per gli altri, era il dj (e pure qui l'ho sparata grossissima). Un povero cristo accecato dalla luce del pc che andava avanti e indietro con la schiena a ritmo della peggiore house mai prodotta, seduto su un divanetto basso e sfondato(?!).
Insomma, elio e le storie tese avrebbero rinnegato tapparelle per una festa così.
Io mi sono detta:"è stato un bene per me avere sempre per regalo dai miei genitori tanja,la barbie sovietica".

marzo 16, 2006

sul vizio di addormentarsi sul divano

Prendi un bel film, un film che non sei andata a vedere al cinema quando è uscito.
Un film che tutti ti chiedeno:"non l'hai visto?!?ma dai...è bellissimo..."
che però non è un cult, non è, che so, Il Padrino.
E' un film di quelli che proiettano in ridotto per gli studenti. Con un bel cast, una trama non scontata e interessante, insomma che sai che ne vale la pena.
Perciò io l'ho affittato, perchè sapevo che ne valeva la pena.
Però non ho calcolato il pericolo divano.
Io ho un divano.
Ma non è un divano come tutti gli altri.
Il mio è un divano speciale, che quando inviti qualcuno a casa difficilmente quello sfancula da qualche altra parte.
Un divano orrendo, coi fiori marrone cacarella, bordò sbiadito e qualche puntino bianco-sporco qua e là.
Però comodo comodo, manco ti tenesse in braccio un gigante obeso largo sette metri, morbido, accogliente e ampio.
Una goduria.
Un piacere per la mente e per il corpo.
Ed io ero lì ieri sera,davanti al famoso film.E il film sembrava carino, per niente pesante, scorrevole, sintetico.
Solo che ad un certo punto, il ciccione obeso deve essersi seduto sopra le mie palpebre.perchè davvero, non so come, mi sono addormentata.
e mi sento un pò di fottere.

marzo 12, 2006

quando due neuroni si scontrano...

...puoi chiamarli Lucia Annunziata.
stavo rilassandomi sul divano quando ad un certo punto dello zapping vengo attratta da un ciclope di piccola statura, con un caschetto castano scuro, che se l'avesse visto Ulisse sarebbe davvero svenuto dalla paura.
o, quantomeno, non avrebbe affatto capito in che lingua gli si rivolgeva.
Ognuno di noi ricorda di avere avuto, nella propria classe delle elementari o delle medie, una compagna bassa bruttissima e con la bava, una di quelle che non ti fa mai assaggiare il panino, che non ti fa copiare costruendo barricate coi diari e gli astucci, che ti sputa sul foglio del disegno, che non ti da mai un passaggio con l'ombrello quando all'uscita di scuola i tuoi sono in ritardo.
ma che poi al liceo diventa "di sinistra".
Perciò, ognuno di noi conosce o conserva un ricordo lontano di Lucia Annunziata.
Perchè Lucia Annunziata è tutti e nessuno. E' un modo gretto di essere al mondo. E' la ragione e il torto. Ma soprattutto è la raccomandata di sinistra.
quella che in qualche modo ti deve far fare qualche figura di merda.
Beh, oggi durante la sua trasmissione televisiva di sinistra, sulla rete di sinistra, con le domande di sinistra e il tailleur di sinistra ma se vogliamo anche l'occhiale con i cordini di sinistra, ha invitato il premier.
E non l'ha fatto parlare mai. Al premier. sulla rete di sinistra.
E l'ha pure interrotto. più e più volte. Al premier. sulla rete di sinistra.
E poi gli ha detto che gli avrebbe concesso un minuto ma dopo 20 secondi l'ha interrotto. Al premier.
Allora lui le ha detto che se ne sarebbe andato e che lei avrebbe avuto per sempre una macchia nella sua carriera se non l'avesse fatto parlare.
Perciò lei lo ha interrotto di nuovo e gli ha detto(testuali parole...):"Ritiri subito quello che ha detto, lei non se ne va da nessuna parte, qua stiamo a casa mia, le cose le decido io, ritiri subito quello che ha detto presidente".
Così il premier, sorpreso di aver trovato una persona più incapace di lui, ha sorriso sereno, si è alzato elegantemente e se ne è andato, stringendole la mano e ricordandole, se non l'avesse capito, che aveva appena fatto una figura di merda.
E con lei, tutti quelli che stavano guardando la tv e che mai avrebbero immaginato nella loro vita di dover dare ragione, a fatti compiuti, al premier.