dicembre 29, 2006

solo per ricordare

mi sono fermata sotto il tuo portone
la casa con le luci accese
proprio come se ci fossi
ricordi quella volta quando caddi e mi sbucciai il ginocchio...
avevi paura che mi fossi fatta molto male
mi ricordo l'imbarazzo mentre mi disinfettavi
i rimproveri ai bambini più grandi che mi avevano fatta cadere
non una carezza
un bacio per rassicurarmi
solo quel tremore nelle mani mentre incollavi il cerotto
in tanti anni non mi hai regalato mai un sorriso, uno solo per me
solo verso la fine mi guardavi gli occhi dicendomi che non avevo bisogno di parlare
perchè dicevano tutto loro
non ho mai capito la durezza, l'insofferenza, la rigidità che ti caratterizzavano
adesso mi dico che forse la vita ti ha incattivita
forse non è stato tutto facile, anzi di sicuro non lo è stato
perchè tuo marito aveva dei sogni che non si possono realizzare
perchè i tuoi figli dovevano mangiare e studiare
perchè una donna deve fare tutto lei e non ha più tempo per certe smancerie
da quattro soldi
l'importante è sapersi difendere, questo mi dicevi sempre
di stare attenta, di non fidarmi, di mordere, se necessario
di pretendere rispetto da tutti
adesso ripenso alla tua casa quando c'eri tu
a quella casa in cui ora vivono altri bambini, altri sorrisi, altri ricordi
ripenso all'odore di pulito delle tovagliette nel bagno
a quell'ordine maniacale della cucina
ai cioccolatini di cui dovevi disfarti ogni volta che venivamo a trovarti
e agli abbracci che solo negli ultimi tempi mi chiedevi
com' era strano per me stringerti, guardare i tuoi occhi tristi e rassegnati
non c'era più il leone di sempre, non c'era il felino che avrebbe attaccato
solo una donna, nè madre nè nonna
una donna che aveva passato la vita a difendersi dal nulla
oggi guardo la tua foto e trovo un pò di me
la stessa durezza e lo stesso forte bisogno di non essere lasciata sola
gli stessi occhi che parlano
oggi imparo a guardarti con affetto per avermi insegnato a sopravvivere nella giungla
perchè sei stata una donna senza sfumature, una donna che non conosceva le mezze misure,
una donna di passioni e di eccessi
per questo tante volte ti ho odiato
per questo adesso ti accetto e imparo.
ciao

maggio 03, 2006

chi ha inventato melissa p.?

stavo pranzando un gustoso piatto di tubetti al tonno, avevo un pò fretta, un appuntamento alle due ed ero al primo boccone alle due meno cinque. Insomma, anche se non è una novità, ero un pò nervosa e tentavo di rilassarmi leggendo "l'internazionale", una rivista di tutto rispetto.
non che sia la migliore tra le riviste ma neanche un giornaletto da parrucchieri...
mi ero quasi rilassata quando, alle due meno cinquantanove, spunta un articoletto anticlericare dei più scontati, non ci crederete...firmato da?...
melissa p.
melissap.????????????????????????????????????????????????????????????????
quella dei cento colpi di testa vicino allo stipite dell'armadio
quella che pensa che la vagina sia un detersivo e che il pene sia una brutta sensazione, come la paura
quella che, siccome è emancipata rispetto alle coetanee siciliane, scrive un libro su quanto è bello essere maltrattate da un uomo
quella che non si ferma difronte a niente, nemmeno difronte all' aids
sì, quella
quella stronza che campa di rendita su un libro di merda inventato di sana pianta
scrive un articolo su "l'internazionale", rivolto al cardinale martini sull'apertura al preservativo
non solo.
fa uscire un secondo libro sulle limitazioni della religione cattolica.
se penso che nella mia vita sarebbe bastato incontrare maurizio costanzo, dirgli che in fondo è più un bell'uomo lui della moglie, farmi scrivere un libro inventando qualche cazzata, che so sulle mie abitudini intestinali, per guadagnare un pozzo di soldi e far stare meglio tutti gli amici e i parenti...
se ci penso, guardate, mi viene quasi da piangere.
perchè io di cazzate ne ho tante da dire, se per ognuna mi dessero i diritti
altro che melissa p.
almeno io ho una vaga reminescenza della lingua italiana
e ho pure un cognome.

saluti a tutti
uno più grande a pina
cenza

aprile 22, 2006

licia tour augura buon soggiorno in india

vabbè tanto si sa a chi è indirizzata...
io pecco nel non saper gestire situazioni di questo tipo, non so parlare con parole comprensibili all'orecchio umano dei miei sentimenti.
anche se mi piacerebbe essere diversa.
perciò ti scrivo un post, che sicuramente leggerai, in cui mi sfogo di non averti detto che l'anomalo rapporto che c'è tra noi mi mancherà tantissimo.
poi non fa niente che non so usare il telefono, che mi dimentico di chiamare e scrivere, non fa niente perchè so che conosci i miei difetti.
queste sono cose che solo le amiche possono sapere l'una dell'altra, per questo, nonostante nessuno ci avrebbe scommesso mai sopra, mi mancherà un'amica.
spero che sia per te l'esperienza che cercavi, spero troverai situazioni affascinanti e stimolanti, spero ti sentirai sicura di te e senza paure e che saprai farti conoscere.
ti penso e ti bacio,
buon viaggio

(...che sia ricco di novità)
Cenza

aprile 13, 2006

dal prosciutto cotto si capisce tutto

a parte che sono un pò offesa perchè nessuno mi risponde ai post.
e per questo ringrazio fortemente chi (come il fedelissimo) mi lascia sempre un commentuccio.
Detto questo, vi scrivo perchè ci tengo a pubblicizzare in modo massiccio una straordinaria vineria che si trova in una delle strade più chic della mia città (quella d'adozione).
Premesso che non sono solita frequentare questo genere di posti e che in alcuni casi rischio reazioni allergiche molto violente, il motivo per cui sono andata è molto banale.
Anzi, direi che il motivo per cui mi ci hanno portata è molto banale. Accompagnare un'amica a vedere un tipo. Il tipo che gestisce il locale. Il tipo che ti è stato descritto come carino e simpatico gestisce una vineria che ti è stata descritta come carina e simpatica.
Vado. Mi fa piacere accompagnare la mia amica, insomma se non l'accompagno io che sono l'amica...e tutte queste cose qua.
e poi ero incuriosita dal fatto che in un posto così fighetto potesse esistere un locale tranquillo e simpatico.
il locale si chiama nais, appena entri un lungo bancone in legno con stuzzicherie e rustici...in fondo sedute rosse con tavolini coordinati, libri, cd e quant'altro.
solo che sembravano tutti usciti da una rivista di alta moda, elegantissimi, non una piega sui vestiti, non una vertigine ai capelli, il fondotinta ancora compatto e solido sulla faccia, il mascara definito, i tacchi alti.
prendiamo da bere, ma sì...tanto che sarà mai, ci prendiamo un peroncino.
all'anima de li mortacci loro...il peroncino ci costa euro 5.
non fate quelle facce sbalordite, è tutto vero, ho i testimoni.il peroncino da nemmeno 33cl costa proprio euro5.
Sgomento.
però per consolarci giustifichiamo l'ingiusto prezzo dicendoci che tanto era compreso l'aperitivo, ossia i rustici di cui sopra.
In una ciotola c'erano dei cubetti di prosciutto cotto con olio pepe e limone, affianco un piatto con formaggio a cubetti abbracciato da una cornice di cubetti rosa che mi pare fossero proprio prosciutto cotto.
trionfava poi, al centro del bancone, una torta salata farcita sul fondo con un composto sul rosaceo, che, non vorrei sbagliare, sembrava proprio prosciutto cotto e per finire dei panini simpaticissimi, quadratissimi e piccolissimi con del formaggio fuso e delle lingue di carne di...prosciutto cotto. come essere smentita.
ora, amici miei, vada per il locale fighetto e alleccato, vada per la gente imbalsamata, vada per il riassunto di grandi firme che troneggiava sui tailleurs e le scarpe, vada per il classismo opprimente e irrespirabile, vada per l'assenza di senso dell'umorismo dell'allampadato e acidissimo tipo della vineria,vada per la peroni da 5euro, vada per i quattro unici e soli tipi di vini in bottiglia, vada per la tristezza degli habituè, vada pure per il senso di estraneità che sentivo fino alle punte dei capelli...ma, cristo santo, il prosciutto cotto è proprio robetta da dilettanti.
A presto,
cenza.

(non si offenda per lo sfottò chi pensa che il nais sia tranquillo ed ospitale e ci si trova completamente a proprio agio, in fondo, amiche mie è ancora da verificare che new orleans non esista più...)

marzo 22, 2006

feste di laurea strafighe

Cari pochi lettori di cenza,
qualche settimana fa Uno dei miei coinquilini mi informa della festa di laurea di una tipa strafiga, bella bella bella bella, più bella che...vabbè lasciamo stare, ricca da farmi vergognare di vivere nella media delle persone che non sono povere, sempre con qualche accessorio addosso o monile che tu non puoi nemmeno avvicinarti.
Insomma una di quelle che ha sempre una storia straordinaria per le mani, con qualche uomo straordinario e degli amici-tantissimi-a cui raccontare le sue vicende quotidiane (mica come me...), una che certamente da bambina aveva le barbie da collezione, la casa di skipper con la cucina il salottino e la piscina, il passeggino di cicciobello, baby mia, i completini originali di "non è la rai".
Una che, ci metto tutti gli arti sul fuoco, faceva la protagonista nelle recite della scuola media e il padre stava sotto con il grandangolo a scattare foto su foto facendo segno agli altri ragazzini di sfanculare da qualche altra parte.
Perdonatemi se ricorro sempre a queste immagini scolastiche, ma è lì che si gioca tutto.
Comunque, vi siete fatti un'idea?
Avevo l'occasione, io, di andare alla festa più strafiga della storia delle feste a cui sono andata nella mia vita.
Soprattutto perchè fino a quel momento le feste di laurea dei miei amici si sono svolte tutte nello scantinato di un palazzo occupato. E si cantava pure vittoria.
In ogni caso, non ci penso due volte, ma nemmeno mezza e dico subito :"certo che vengo, quando cazzo mai mi ricapita di scroccare gli alcolici e la roba da mangiare a sbafo?".
La mia euforia raggiunge proprio l'apice tanto è vero che lo dico anche a due tre amiche.
Ci gasiamo manco dopo il primo bacio con la lingua.
E andiamo.
Cari miei... lei sarà pure strafiga, ma davanti a cotanta tristezza e vergogna del genere umano pure mariangela fantozzi ci poteva fare una dignitosa figura.
Forse i miliardi di amici erano tutti a casa con lo scagazzo perchè su 25persone 20 erano infiltrati, cioè noi.
Il fichissimo locale da urlo è un doppio ambiente troppo ambiguo a cui si accede da un cortile privato, il che lascia presumere che chissà che genere di gente ci bazzica di solito.
Al secondo drinkettino leggerino erano tutti (tutti è esagerato...quei 5 di prima) ingestibili e molesti e biascicavano parole inutili.
Non c'era un cazzo da mangiare a parte delle patatine che vendeva il minimarket sotto casa mia nel 1988.Due dei cinque campioni ci provavano a turno con la povera festeggiata sfoggiando frasi da bacio perugina.
Ma il personaggio più triste, quello che avrebbe potuto fare la stessa identica operazione pure nel soggiorno di casa sua, con maggiore godimento per sè e per gli altri, era il dj (e pure qui l'ho sparata grossissima). Un povero cristo accecato dalla luce del pc che andava avanti e indietro con la schiena a ritmo della peggiore house mai prodotta, seduto su un divanetto basso e sfondato(?!).
Insomma, elio e le storie tese avrebbero rinnegato tapparelle per una festa così.
Io mi sono detta:"è stato un bene per me avere sempre per regalo dai miei genitori tanja,la barbie sovietica".

marzo 16, 2006

sul vizio di addormentarsi sul divano

Prendi un bel film, un film che non sei andata a vedere al cinema quando è uscito.
Un film che tutti ti chiedeno:"non l'hai visto?!?ma dai...è bellissimo..."
che però non è un cult, non è, che so, Il Padrino.
E' un film di quelli che proiettano in ridotto per gli studenti. Con un bel cast, una trama non scontata e interessante, insomma che sai che ne vale la pena.
Perciò io l'ho affittato, perchè sapevo che ne valeva la pena.
Però non ho calcolato il pericolo divano.
Io ho un divano.
Ma non è un divano come tutti gli altri.
Il mio è un divano speciale, che quando inviti qualcuno a casa difficilmente quello sfancula da qualche altra parte.
Un divano orrendo, coi fiori marrone cacarella, bordò sbiadito e qualche puntino bianco-sporco qua e là.
Però comodo comodo, manco ti tenesse in braccio un gigante obeso largo sette metri, morbido, accogliente e ampio.
Una goduria.
Un piacere per la mente e per il corpo.
Ed io ero lì ieri sera,davanti al famoso film.E il film sembrava carino, per niente pesante, scorrevole, sintetico.
Solo che ad un certo punto, il ciccione obeso deve essersi seduto sopra le mie palpebre.perchè davvero, non so come, mi sono addormentata.
e mi sento un pò di fottere.

marzo 12, 2006

quando due neuroni si scontrano...

...puoi chiamarli Lucia Annunziata.
stavo rilassandomi sul divano quando ad un certo punto dello zapping vengo attratta da un ciclope di piccola statura, con un caschetto castano scuro, che se l'avesse visto Ulisse sarebbe davvero svenuto dalla paura.
o, quantomeno, non avrebbe affatto capito in che lingua gli si rivolgeva.
Ognuno di noi ricorda di avere avuto, nella propria classe delle elementari o delle medie, una compagna bassa bruttissima e con la bava, una di quelle che non ti fa mai assaggiare il panino, che non ti fa copiare costruendo barricate coi diari e gli astucci, che ti sputa sul foglio del disegno, che non ti da mai un passaggio con l'ombrello quando all'uscita di scuola i tuoi sono in ritardo.
ma che poi al liceo diventa "di sinistra".
Perciò, ognuno di noi conosce o conserva un ricordo lontano di Lucia Annunziata.
Perchè Lucia Annunziata è tutti e nessuno. E' un modo gretto di essere al mondo. E' la ragione e il torto. Ma soprattutto è la raccomandata di sinistra.
quella che in qualche modo ti deve far fare qualche figura di merda.
Beh, oggi durante la sua trasmissione televisiva di sinistra, sulla rete di sinistra, con le domande di sinistra e il tailleur di sinistra ma se vogliamo anche l'occhiale con i cordini di sinistra, ha invitato il premier.
E non l'ha fatto parlare mai. Al premier. sulla rete di sinistra.
E l'ha pure interrotto. più e più volte. Al premier. sulla rete di sinistra.
E poi gli ha detto che gli avrebbe concesso un minuto ma dopo 20 secondi l'ha interrotto. Al premier.
Allora lui le ha detto che se ne sarebbe andato e che lei avrebbe avuto per sempre una macchia nella sua carriera se non l'avesse fatto parlare.
Perciò lei lo ha interrotto di nuovo e gli ha detto(testuali parole...):"Ritiri subito quello che ha detto, lei non se ne va da nessuna parte, qua stiamo a casa mia, le cose le decido io, ritiri subito quello che ha detto presidente".
Così il premier, sorpreso di aver trovato una persona più incapace di lui, ha sorriso sereno, si è alzato elegantemente e se ne è andato, stringendole la mano e ricordandole, se non l'avesse capito, che aveva appena fatto una figura di merda.
E con lei, tutti quelli che stavano guardando la tv e che mai avrebbero immaginato nella loro vita di dover dare ragione, a fatti compiuti, al premier.

febbraio 25, 2006

scende la pioggia ma che fa

carissime e carissimi,
la mia città, notoriamente famosa per la sua eccellente temperatura, in realtà ha un clima dannatamente tropicale.
quando piove non c'è scampo.
uno pensa:"vabbè...uno due giorni poi smette, no?"
No.
Il periodo medio delle pioggie è dalle due alle tredici settimane.
Il tasso di umidità è del 98,899%.
La temperatura percepita è di 10°-15° in più o in meno(a seconda delle stagioni) di quella reale.
Però quando esce il sole (quando?) è tutta un'altra storia.
Insomma uno si deve attrezzare.
E' un'operazione scientifica.
Innanzitutto bisogna possedere un gran numero di pantaloni alla "cocò", cioè corti alla caviglia con elegantissimi scarponcini a conclusione della gamba rigorosamente in pelle,
gonne al ginocchio con doppia calza, giubbotti impermeabili lunghi fino alle caviglie perchè ci sono pure gli spifferi.
Non voglio aprire il discorso "capelli" perchè ne va della mia reputazione.Ma vi lascio immaginare i tirabaci che l'umidità scolpisce sulla fronte delle sue povere vittime dai capelli mossi.
Insomma, se non vuoi incappare in una di quelle giornate in cui l'acqua si arrampica sui pantaloni, arriva prepotentemente ai glutei facendoti il bidè e ti cinge in un abbraccio di reumatismi, o ti conci come Angela dei Ricchi&Poveri e acquisti un paio di ombrelloni buoni oppure vai a vivere in Venezuela.
Tenendo conto che mi mancano i soldi dell'aereo e che mi hanno appena fottuto gli unici ombrelli che possedevo, posso propormi a telecafone per un programma in seconda serata.

febbraio 15, 2006

quando si dice "è importante avere un pezzo di carta"

laurearsi è davvero importante.
io non sono tra quelli che pensano al pezzo di carta come ad un carino quadretto da appendere sopra la macchia di umidità della parete della stanza da letto.
no!
cari miei, l'istruzione è il fiore all'occhiello di questa nostra bella società.
l'Università, poi...una cattedrale di cultura e coscienza critica.
Un luogo di confronto tra studenti, ma soprattutto, tra studenti e docenti...
I docenti...che belli che sono!
con quelle loro camminate stanche, la forfora che imbianca come sestriere il collo della giacca, la matita da 14.50 euro che non si spunta mai, la maionese agli angoli della bocca, l'aroma di colazione scaduta che orbita intorno ai loro volti segnati dalla fatica dell'attività.
Il lavoro di giornate e giornate intere seduti ad osservare il cielo e riflettere.
sapete, ieri ho avuto un incontro con uno di loro...
ho scoperto che è un incredibile simpaticone, adora giocare a "cchiapparello" per tutta la facoltà, perchè così stimola l'acume dei suoi discepoli...
dopo avermi fatto giocare e giocare, eccolo lì, seguito da tre assistenti vogliosi e bramosi delle Sue parole, che intorcinano le lingue in un tripudio di saliva indicandoGli la via.
Così mi faccio piccola piccola, più di quanto non sia già e con voce flebile e insicura Gli domando se per piacere nell'orario di ricevimento poteva correggermi il lavoro per l'esame.
Sconcerto e dramma si dipingono sui volti degli assistenti che, ritirate le lingue, confabulano sussurrandoGli" No No No Professore, Lei nell'orario di ricevimento è impegnatissimo..."
Ma il generoso professore, guardandomi con indulgenza, mi dice:"Viè Viè, ma facimm ampress che tenc che ffà...v'rimm nu poc...accà c sta na tenda...sì sì...sì capit sì?accà nu sasicc' eppò vatt a ffà nu ggir rè cozzar, chill ca vennen e ccozz e capisc...cià"
Quando il Docente, concedendoti 2,015 minuti del suo preziosissimo tempo, ti apre la mente in questo modo, allora capisci quanto è importante avere un pezzo di carta.
Non per il pezzo di carta in sè, ma perchè hai imparato una lezione di vita.

febbraio 10, 2006

start

Salve!
anche io accedo allo straordinario mondo dei blog

ne creo uno tutto mio
finalmente
no è che ci sono dei giorni in cui ti accadono delle cosucce improbabili ed insolite.
e non sai mai a chi raccontarle.
i tuoi coinquilini non reggono più
non riescono neanche a fare finta di essere interessati
tanto che li hai stressati
i tuoi genitori, che prima avrebbero intrattenuto relazioni sessuali con i dirigenti delle maggiori aziende telefoniche,pur di sentire la tua voce,
ti liquidano in un nano secondo adducendo motivazioni inverosimili
i tuoi amici cambiano discorso
e tu resti così, con un soldo di cacio in mano
a cercare conversazioni immaginarie dentro lo specchio
pur di raccontarlo a qualcuno
che quello che ti è successo ha dell'incredibile, ma passa per normale.
per questo e tanto tanto altro ancora
io sono (vin)Cenza che Si Sfoga.